Alla scoperta della riviera toscana: Castiglioncello
L'affinamento delle tecniche di ripresa nelle foto di paesaggio è uno dei miei chiodi fissi in questo periodo. Pertanto, ogni qualvolta mi trovo con un pò di tempo libero, carico la macchina con lo zaino e il cavalletto e mi dirigo verso qualche "spot" che ritengo interessante.
Così, martedì pomeriggio, decido di dirigermi verso Quercianella, precisamente a Castel Boccale, per fare qualche fotografia.
Come al solito, il gps mi porta sulla strada sbagliata (devo decidermi a cambiarlo!), e in men che non si dica mi trovo a Castiglioncello, una decina di chilometri a sud rispetto alla destinazione impostata.
Il sole è già basso, l'orologio segna le quattro e venti: impossibile rigirarsi, avrei perso sicuramente il tramonto! In questi casi bisogna avere una mentalità da militare: c'è da prendere una decisione, e c'è da farlo entro pochi minuti.
Mentre la macchina va verso la destinazione sbagliata, con gli occhi scorgo che la scogliera si faceva via via sempre più interessante...e persa oramai la possibilità di fotografare il castello, decido di accostarmi vicino ad una discesa a mare.
Scendo gli scalini, e mano a mano che lo sguardo riesce ad andare oltre al passamano di cemento, noto che nello sbagliare mi sono imbattuto in un bellissimo paesaggio: c'è qualche masso nell'acqua, e c'è pure una sabbia color giallo acceso, che il mio polarizzatore nuovo di zecca avrebbe trasformato in una piacevole distesa color oro...
Piazzo immediatamente il cavalletto vicino ai massi, e in men che non si dica sono operativo: non mi resta che pensare ad una inquadratura, ad un soggetto che fosse valso la pena di farsi tutti quei chilometri...ma è facile quando ci sono quei massi con quelle forme così strane, e quando sullo sfondo c'è un bellissimo edificio color rosso, con giusto qualche scia di nube sopra di lui!
Waiting for summer
Il freddo comincia ad entrare nelle ossa, l'umidità si sente nell'aria, ma nonostante questo decido di fermarmi e cercare un qualcosa di più interessante, tanto il sole c'è ancora!
Così scatto vicino alle rocce, e poi mi accorgo di aver fatto un terribile errore: un fotografo paesaggista deve evitare di fare impronte sulla sabbia, perchè si ritroverebbero poi per finire in un suo scatto, compromettendo magari l'idea di wilderness che aveva in mente.
Path to nowhere
A danno fatto, decido di provare a sfruttare a mio favore l'errore, abbasso il cavalletto ad altezza impronte e...click, e lo scatto è fatto!
Oramai distrutto dal vento freddo, decido di concedere ancora un paio di scatti ad un masso dalla forma particolare: si rivela una scelta azzeccata, perchè quello che è uscito è sicuramente lo scatto migliore della giornata. Purtroppo però il mare si sta agitando, e per evitare che il cavalletto finisse con l'essere travolto dalle onde marine, lo vado a recuperare...quando un'altra onda sopraggiunge: in un attimo le mie scarpe si trasformano in un acquario, decretando di fatto la fine della giornata fotografica.
Rock standing
Torno a casa distrutto, con le scarpe e i piedi bagnati e le ossa che mi fanno male per il freddo...
Tuttavia resta il piacevole ricordo di una giornata passata in solitaria su questa sperduta spiaggia di Castiglioncello, lontano dai problemi di lavoro, lontano da tutto e da tutti, a contatto con la natura.
Ciao,
Massimiliano